L'Atelier di Natsuko Toyofuku si trova nel cortile di un palazzo d’epoca. Qui oggi, come in una piccola galleria d’arte, sono raccolti i suoi gioielli e le sue sculture da tavolo e da parete, in bronzo e argento. Tutto è frutto di un mix di culture: l'alta tradizione artigianale italiana – la fonditura dei pezzi avviene presso laboratori della Brianza, mentre assemblaggio e finitura sono eseguiti a Milano – e l'estetica orientale, che deriva all'artista dalle sue origini giapponesi. Si tratta di

multipli lavorati uno per uno, come pezzi unici, che tali diventano per la loro irripetibilità.

“Il bronzo”, spiega Natsu “è molto vicino alla mia sensibilità. Ha una tonalità calda e assume patine straordinarie". A questo metallo l'artista ha accostato nei pezzi più recenti gli smalti colorati.
"Ho trovato nello smalto, grazie anche alla straordinaria professionalità di tecnici specializzati, un’opportunità per esprimere le mie inclinazioni pittoriche”, conclude.
Ma nel bronzo sono spesso incastonate anche pietre rare, brasiliane o africane: quarzi lemon, orange, o rutilati, ludoliti, dendriti, radici di turchese, e ogni altra gemma semi preziosa che riassuma, in pochi centimetri quadrati, il fascino del mondo minerale.